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Comprare casa dall’impresa, i bonus vigenti e allo studio

Dal sismabonus acquisto al bonus per comprare un immobile ristrutturato, fino alle nuove proposte per gli edifici in classe A o B

L’acquisto di una casa può pesare notevolmente sul patrimonio della famiglia. Con la crisi in atto, molti contribuenti rimandano la spesa, peggiorando inevitabilmente la condizione delle imprese, che si trovano a dover gestire un magazzino di immobili invenduti.

Negli anni sono state messe a punto delle agevolazioni fiscali per stimolare l’acquisto di immobili nuovi o con determinate caratteristiche di prestazione energetica e sicurezza antisismica, direttamente dalle imprese di costruzione o ristrutturazione. Alcune detrazioni sono ancora in vigore, altre sono scadute, ma dal 2020 potrebbero arrivare ulteriori bonus.

Sismabonus acquisto case antisismiche

Secondo le norme sul sismabonus chi acquista una casa antisismica situata in una zona che, in base all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3519/2006 risulta classificata a rischio sismico 1, 2 o 3, può ottenere una detrazione fiscale pari al 75% o all’85% del prezzo di vendita. L’importo di spesa massimo su cui calcolare la detrazione è fissato a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Per ottenere la detrazione, l’immobile acquistato deve trovarsi in un edificio demolito e ricostruito interamente. I lavori devono essere effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che procedono all’alienazione degli immobili entro 18 mesi dalla data di conclusione degli interventi. Una volta terminati gli interventi, è necessario misurare i risultati ottenuti in termini di adeguamento o miglioramento antisismico. Se l'intervento ha determinato il passaggio a una classe di rischio inferiore, la detrazione è pari al 75% del prezzo di vendita. Se avviene un passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione è pari all'85% del prezzo di vendita.

Bonus acquisto immobili ristrutturati

All'interno del bonus ristrutturazioni è prevista una detrazione del 50%, su una spesa massima di 96mila euro, per l’acquisto di fabbricati a uso abitativo ristrutturati. L’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dalla fine dei lavori, che devono aver coinvolto l’intero edificio ed essere stati svolti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie.

L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve calcolare la detrazione, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione. Se, ad esempio, si acquista un immobile al prezzo di 200mila euro, la detrazione deve essere calcolata sul 25% di 200mila euro, cioè su 50mila euro. La detrazione fiscale sarà quindi pari al 50% di 50mila euro, cioè a 25mila euro.

Incentivi per l’acquisto di case in classe A o B

Sono allo studio del Senato, nell’ambito della discussione sul ddl Bilancio 2020, degli emendamenti (19.0.9, 19.0.10, 19.0.11) che propongono, nelle aree classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, una detrazione dell’85%, con tetto di spesa di 96mila euro, a favore delle persone fisiche che cedono alle imprese unità immobiliari situate in edifici da demolire e ricostruire e ne acquistano un’altra entro 12 mesi dalla cessione. Se il privato acquista il nuovo immobile nello stesso edificio, il termine, propone l’emendamento, sarà di 18 mesi dalla fine dei lavori.

Per ottenere la detrazione, l’unità immobiliare acquistata dovrà essere conforme alle NTC – Norme Tecniche per le Costruzioni e in classe energetica A o B.

Tra i beneficiari della detrazione ci sarebbero, oltre ai soggetti Irpef che acquistano unità immobiliari a uso residenziale, anche gli esercenti attività commerciale, di lavoro autonomo, arti e professioni, o d'impresa.

Case in classe energetica A o B, i vecchi incentivi

Gli emendamenti presentati rispolverano e rivedono gli incentivi per chi acquistava, dalle imprese di costruzione, case nuove o ristrutturate in classe energetica A o B.

I bonus, scaduti a fine 2017, prevedevano una detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva pagata e non sono più stati riconfermati nonostante le richieste dei costruttori.