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Bonus facciate: ammessi privati, imprese e professionisti non forfetari

L’Agenzia delle Entrate spiega come la nuova detrazione convive con l’Ecobonus. Escluse le ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione

17/02/2020 – Il bonus facciate assume connotati certi. L'Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato i chiarimenti sollecitati dagli operatori del settore. Con la circolare 2/E/2020, il Fisco ha sciolto una serie di dubbi sui beneficiari della detrazione, gli interventi ammessi al bonus e le procedure da seguire.

Bonus facciate: detrazione Irpef e anche Ires

La Legge di Bilancio 2020, che ha istituito il bonus facciate, non ha individuato espressamente i beneficiari della detrazione, ma facendo un esplicito rinvio alle disposizioni attuative del bonus ristrutturazioni, contenute nel DM 41/1998, ha indotto a pensare che il bonus fosse limitato agli immobili residenziali e ai contribuenti Irpef.

L'Agenzia delle Entrate, invece, ha spiegato che il Bonus facciate è una detrazione sia Irpef sia Ires. Sono invece esclusi i professionisti e le imprese che applicano il regime forfetario.

Chi usufruisce del bonus facciate non può cedere il credito corrispondente alla detrazione nè chiedere lo sconto immediato in fattura.

Bonus facciate per gli immobili in zona A, B o assimilabili

La Legge di Bilancio 2020 stabilisce che possono accedere alla nuova detrazione gli immobili che sorgono nelle zone classificate dagli strumenti urbanistici come A o B ai sensi del DM 1444/1968. La circolare aggiunge le zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Sono invece escluse le zone C o assimilate, cioè le parti di territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino inedificate o nelle quali la edificazione preesistente non raggiunga i limiti di superficie e densità delle zone A e B. Escluse anche le zone D (e assimilate) destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati.

Bonus facciate, gli interventi ammessi

All'interno delle zone A e B (o assimilate) accedono al bonus facciate gli edifici esistenti, o parti di essi, di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali. La ratio della norma è quella di favorire la riqualificazione del tessuto urbano esistente. Per questo motivo, spiega la circolare, il bonus facciate non spetta per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile né per gli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione, ivi compresi quelli con la stessa volumetria, inquadrabili nella categoria della ristrutturazione edilizia.

Per ottenere il bonus facciate, gli interventi devono essere effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).

La detrazione spetta per:

  • gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata, compresi balconi, ornamenti o fregi;

  • gli interventi di recupero e restauro della facciata, compresi balconi, ornamenti o fregi;

  • gli interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio;

  • le spese sostenute per l’acquisto dei materiali;

  • le spese per la progettazione degli interventi;

  • le spese per le eventuali prestazioni professionali connesse all’intervento,

  • i costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi, come le spese relative all’installazione dei ponteggi.

La detrazione non spetta:

  • per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio non visibili dalla strada;

  • per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni;

  • per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli.

Bonus facciate, come convive con l’ecobonus?

L’Agenzia delle Entrate spiega che gli interventi che non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, ma siano anche influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio devono soddisfare:

  • i requisiti indicati nel DM 26 giugno 2015 (Decreto requisiti minimi) che definisce le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, ivi incluso l'utilizzo delle fonti rinnovabili, nonché le prescrizioni e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici e delle unità immobiliari;

  • i valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l'involucro edilizio, come indicati nell’Allegato B alla Tabella 2 del DM 11 marzo 2008, poi modificato dal DM 26 gennaio 2010.

Per individuare correttamente le opere agevolabili, il calcolo della percentuale del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio va effettuato tenendo conto del totale della superficie complessiva disperdente. Questo significa che l’intervento deve interessare l’intonaco per oltre il 10% della superficie lorda complessiva disperdente (pareti verticali, pavimenti, tetti, infissi) confinante con l'esterno, vani freddi o terreno.

Se alcune parti della facciata sono rivestite in piastrelleo altri materiali che non rendono possibili gli interventi influenti dal punto di vista termico, se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio, la verifica sul superamento del limite del 10% va fatta eseguendo il rapporto tra la restante superficie della facciata interessata dall’intervento e la superficie totale lorda complessiva della superficie disperdente.

Gli immobili tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004) possono essere esonerati dai requisiti di efficienza energetica nel caso in cui il rispetto delle prescrizioni implichi un'alterazione sostanziale del loro carattere o aspetto.

Bonus facciate, scadenze diverse per privati e imprese

La detrazione Irpef e Ires si riferisce alle spese sostenute nel 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020.

La circolare spiega che per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali vale il criterio di cassa, quindi fa fede la data dell’effettivo pagamento. Se, ad esempio, un intervento è iniziato a luglio 2019 e i pagamenti sono statui effettuati sia nel 2019 che nel 2020, solo le spese sostenute nel 2020 potranno essere detratte.

Al contrario, per imprese individuali, società ed enti commerciali, si applica il criterio di competenza, quindi si considera la data in cui la spesa viene registrata nella contabilità dell’impresa. Questo significa che sono detraibili le spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, anche se sostenute nel 2019 e indipendentemente dalla data di avvio degli interventi.

In condominio, rileva la data del bonifico effettuato, indipendentemente dalla data di versamento della rata condominiale da parte del singolo condomino. Se il condominio ha effettuato il bonifico nel 2020, le rate versate dal condomino nel 2019, nel 2020 o nel 2021 (prima della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al 2020) danno diritto al bonus facciate.